Terapia Multisistemica in Acqua

La TMA, Terapia Multisistemica in Acqua, si conferma un’attività cardine per i Centri Sportivi del Gruppo Cesaro.
I Centri Sportivi di Portici e di Avellino hanno infatti cominciato il loro percorso insieme alla TMA nel 2009 mentre il Centro Sportivo Sant’Antimo ha introdotto questa terapia l’anno successivo.

A spiccare, per numeri e risultati, è proprio il Centro Sportivo Portici che conta oltre 100 iscritti ed è il quartier generale per gli allenamenti dell’ASD TMA Group Italia, l’unica società agonistica in Italia composta da ragazzi affetti da autismo che, periodicamente, prendono parte ai campionati nazionali FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale).

Trenta gli atleti che, negli anni, stanno ottendendo risultati e soddisfazioni importanti: per ben due anni di seguito, infatti, la TMA Group Italia ha vinto il Campionati Regionale FISDIR.

La TMA metodo Caputo-Ippolito utilizza l’acqua come attivatore emozionale, sensoriale e motorio ed è in grado di spingere il soggetto con disturbi della comunicazione e autismo ad instaurare una relazione significativa.

Gli esperti, grazie ad un ambiente ludico come quello delle piscine pubbliche, mettono in atto un vero e proprio percorso educativo entrando in contatto con pazienti che presentano difficoltà sociali e poca motivazione ad apprendere e modificare, quindi, i loro schemi comportamentali disfunzionali.

“Tale terapia – spiega il dottor. Giovanni Caputo – si attua attraverso un processo interpersonale pianificato e consapevole, volto a influenzare i disturbi del comportamento e relazionali con mezzi prettamente psicologici verbali e non verbali in vista di un obiettivo elaborato. Tale obiettivo può essere la riduzione dei sintomi o la modificazione delle capacità comunicative. Il primo incontro, infatti, è sempre di tipo ‘uno a uno’: il terapista ed il paziente iniziano un percorso di conoscenza al fine di instaurare un rapporto di fiducia attraverso reciproci feedback sensoriali, fondamentale in questa prima tappa, ad esempio, il contatto visivo. In base alla risposta del paziente i dottori saranno in grado di organizzare gli incontri successivi e di stabilire il piano terapeutico più adatto alle esigenze del caso: si valuterà, infatti, se continuare nel rapporto ‘uno a uno’ o inserire il soggetto in un percorso di gruppo”.

I traguardi più importanti e che sicuramente donano maggiori soddisfazioni a dottori e familiari dei pazienti, oltre a quelli raggiunti in base a miglioramenti psicofisici e a livelli sportivo, sono quelli ottenuti dal percorso di convivenza ed integrazione sociale. I soggetti diversamente abili hanno infatti la possibilità di prendere parte al progetto “Il cesto dei desideri”: affiancati da operatori specializzati, i pazienti si cimentano in un progetto d’integrazione socio-lavorativa, e svolgono attività di produzione diretta e indiretta di prodotti agricoli genuini i quali, una volta selezionati, raccolti e confezionati in cesti ecosostenibili, verranno distribuiti a domicilio o presso i punti di distribuzione personalmente dai pazienti.

Ennesima soddisfazione, quindi, per i Centri Sportivi targati Cesaro Sport che, nel tempo, hanno confermato di essere il top nel campo dello sport, del benessere e nel mondo della salute in senso lato.